Tightrope walking

Equilibrismo

Oil on canvas

170 X 120 cm - 2008

equilibrismo
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La bambina attraversa un torrente impetuoso camminando su funi sottili e instabili.
Non domina il paesaggio, non controlla il rischio.
Procede.

 

L’acqua che scorre diventa metafora del tempo e della vita: qualcosa di continuo, rapidissimo, impossibile da trattenere o osservare davvero nella sua interezza.

 

Le corde rosse sembrano offrire un appiglio,
ma sono precarie anch’esse.

L’equilibrio non viene mai raggiunto definitivamente.
Può solo essere mantenuto per un istante.

 

La poesia che accompagna il dipinto nasce da questa sensazione di attraversamento instabile,
dal tentativo di trovare un orientamento dentro qualcosa che continua incessantemente a sfuggire.

 

Traballante il piede e lo sguardo,
ché tutto scorre
e poggiarsi saldamente non è dato.

 

Funi funeste e malferme,
precarie a tempo indeterminato.

 

Cime scalate
senza sapere come ci sei arrivato fin lì
e ancor meno come potertene andare.

 

Vita rapida, di fiume,
vertigine che scorre,
troppo veloce per l’occhio.

 

Vita che non si bagna
né una né tanto meno due.

 

Vita sfuggente
al punto da non poterla guardare,
da non poterci nuotare,
figuriamoci guadarla o notarla.

 

Non resta che saltare
con tutte le carpe.