The nefarious attitude to separate the ass from the head

L'attitudine nefasta di separare il culo dalla testa

Various painting mediums on  canvas, fabric and tarry paper supports. News papers, photographs and banknotes collages . Everything assembled on three MDF modules

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Triptych - Trittico - (Three modules 80 X 160 cm) - 2008

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Questo dipinto nasce attorno a una tendenza profondamente umana:
separare ciò che invece continua ostinatamente a esistere insieme.

 

La testa dal corpo.
La razionalità dall’istinto.
L’anima dall’animalità.
Le azioni dalle obbligazioni.

 

La mucca tagliata in due rende questa operazione letterale e grottesca:
il tentativo di dividere artificialmente un essere che può esistere soltanto intero.

 

Al centro compare un samurai, figura della disciplina, del controllo e dell’identità costruita.
Un Io armato che cerca ordine, gerarchia e dominio di sé.

 

Ma il quadro è attraversato da un conflitto continuo fra identità e dissoluzione.

 

Nella tradizione zen il termine Mu indica il vuoto del sé, la negazione dell’ego,

il venir meno delle separazioni rigide.
 

L’“Io” e il “Mu” diventano allora poli opposti attorno a cui tutto il dipinto oscilla.

 

La scimmia prigioniera non rappresenta qualcosa che vive dentro l’essere umano.

È l’essere umano.

 

Una coscienza animale che tenta disperatamente di sentirsi separata dal proprio corpo, dalle proprie pulsioni, dalla propria origine biologica.

E proprio in questo tentativo finisce intrappolata.

 

Le scritte, i simboli e le frammentazioni del dipinto non cercano una soluzione.
Mettono in scena un collasso dell’unità.

 

La poesia che accompagna il quadro nasce da questo corto circuito identitario:

 

Iodio e zenzero.

 

Mi odio mio Dio!
Io, Dio e Zen... zero!

 

“Mu” o Io?
Muoio.