The Aim

La Meta

Oil on canvas

120 X 170 cm - 2003

lameta
lametadettagliovolto

Questo dipinto è costruito su due piani distinti e in tensione fra loro.

 

Sul fondo si apre una grande vetrata composta da tassellature geometriche, strutture iterative e intrecci labirintici.
È un’immagine dell’ascesi razionale: il lento tentativo umano di attenuare l’ignoranza attraverso la conoscenza, la scienza e l’osservazione del reale.

 

La struttura geometrica non conduce a una verità definitiva o mistica.
Suggerisce piuttosto un percorso infinito di orientamento dentro la complessità dell’universo.

 

Davanti a tutto questo, però, compare la figura della bambina.

Ed è lei a dominare immediatamente lo sguardo.

 

Il fruitore tende naturalmente a stabilire una relazione con il corpo in primo piano, relegando quasi sullo sfondo l’intera architettura della conoscenza.

 

È proprio qui che il dipinto produce il proprio attrito.

 

La figura infantile suscita simultaneamente protezione e inquietudine.
Conserva ancora la fragilità del cucciolo umano, ma lascia già intravedere l’emergere del femminile e della sessualità futura.

 

L’immagine si colloca allora in quel momento ambiguo e irripetibile che chiude l’infanzia e apre l’adolescenza:
una soglia biologica, emotiva e percettiva.

 

Il titolo La Meta resta volutamente ambiguo.

 

Non è chiaro se la meta sia il sapere rappresentato dalla vetrata,
oppure quella misteriosa potenza vitale incarnata dal corpo umano nel momento del suo massimo schiudersi.

 

Forse il dipinto suggerisce proprio questo conflitto:
la difficoltà, per l’essere umano, di sottrarre completamente lo sguardo al richiamo della propria natura biologica, persino davanti all’immensità della conoscenza.