Don't worry!

Oil on canvas

30 X 40 cm - 1989

ritrattomarghe

Il titolo sembra voler rassicurare.
Ma il volto racconta altro.

 

L’espressione è sospesa in un punto ambiguo:
fra il sorriso e la tensione,
fra l’ironia e l’insofferenza,
fra il tentativo di apparire sereni e il momento esatto in cui qualcosa incrina la maschera.

 

La pittura insiste proprio su quella soglia instabile.

Gli occhi non cercano davvero il contatto con l’osservatore.
La bocca è colta in una deformazione minima ma decisiva: non abbastanza forte da diventare smorfia, non abbastanza morbida da diventare sorriso.

 

“Don’t worry” allora assume il tono delle formule automatiche con cui si tenta di contenere il disagio.


Parole usate per rassicurare gli altri,
o forse sé stessi, 

mentre il corpo continua a tradire tensione.

 

Il fondo scuro isola completamente il volto e amplifica questa sensazione di esposizione psicologica.
Rimane soltanto una presenza ravvicinata, quasi troppo vicina, impossibile da leggere in modo definitivo.

 

Forse è proprio questo il centro del dipinto:
il momento in cui la comunicazione umana smette di essere trasparente
e fluttua fra ciò che mostriamo e ciò che inevitabilmente sfugge.