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n-EGO-tions

Painters are egocentric by their very nature, but they are even more pushed to be that way by the art market. For this reason, collaboration among painters is virtually non-existent.

Starting from observing the painter's ego revealing itself in his pathologies, this project strives to bring the ego back to the harmonious riverbed of cooperation.

It was immediately clear that working side by side with other painters, thereby producing artworks through a synergetic process, was the way to mitigate the negative effects of ego on the practice of pictorial art.

The point is to find a way to "make art" where individual creativity is not arbitrarily restricted, but extended and enriched by the interactions among artists: a synergetic art making process where the forced exchange does not produce frustration, but rather it conveys a greater quality as a result of unforeseen situations arising and different skills interacting.

Thus, negation ("non-ego") for containment and harmonization of the ego, for a measured individualism, for a normal, rather than a morbid, narcissism, brought down to an average level of self-esteem.

Dreamed of as future potential, painting together with other artists thus becomes a concrete process that is made of choices and activities linked in time, and divided in two macro sets of activities: design (or composition) and execution. Let us recall that improvisation is a peculiar variation of that process, which sets itself apart because the two stages of design and execution occur almost at the same time, as well as for the kind of negotiation that occurs among artists. At a preliminary stage of the making process, artists agree upon those criteria that will influence and restrict the nature of the process itself. As criteria express the intents of individuals and the merging of their emotional and rational scopes, they are a matter of negotiation. Any historical or contextual influence (Zeitgeist) has an effect upon criteria expressed through artists. Criteria represent a deal made before the beginning of the process, but agreements must be found at every single stage of it.

Thus, a negotiation that infuses the entire process, a cooperation without any loss of identity, projected at an unknown that is greater than the simple sum of the individual intents. This method of operation leads us right at the heart of problems of leadership and hierarchy. Attention seeking, inflexibility, arrogance, as well as ineffective chaos, hesitancy and indolence, are all banned from this project.

Each artist participates to each stage of the making of every single artwork, thereby creating a concatenation of catalysts and challenges that must be agreed and accepted, promoting interactions among individuals by means of "making".

Thus, an emotional chain that fluctuates between creative impetuosity and listening skills, humility and self-confidence, extroversion and introversion, without ever running into egoic and neurotic impasses that are disrupting and insurmountable.

n-EGO-tions

Il pittore è per sua natura egocentrico ma è ancor più spinto a esserlo proprio dal mercato dell'arte. Per questo la cooperazione fra pittori è praticamente inesistente.

Questo progetto ha preso spunto dall'osservazione dell'ego all'opera nel pittore, lo si è visto manifestarsi nelle sue patologie e si è tentato di ricondurlo nell'alveo armonioso della cooperazione.

Il modo per mitigare gli effetti negativi dell'ego nella pratica dell'arte pittorica è parso subito quello di collaborare in un processo sinergico finalizzato alla produzione di opere artistiche realizzate in comune.
Si tratta di trovare un modo di "fare opera" dove la creatività individuale non sia limitata in modo arbitrario ma venga invece estesa e arricchita dall'interazione fra artisti. Una produzione sinergica dove l'interscambio forzato non produca frustrazione, ma maggiore qualità con l'emergere di situazioni impreviste e con il confronto fra competenze differenti.

Quindi negazione (non ego) per il contenimento e l'armonizzaione dell'ego, per un individualismo moderato, un narcisimo non morboso ma fisiologico, a livello di normale autostima.

Dipingere insieme ad altri artisti diviene allora un processo, non vagheggiato come potenzialità futura, ma visto nella sua concretezza fatta di decisioni e attività concatenate nel tempo, un processo che si scompone in due macro insiemi di attività: la progettazione (o composizione) e l'esecuzione. Ricordiamo en passant che l'improvvisazione è pur sempre un particolare tipo di processo ed è diversa soltanto per la "quasi" contiguità temporale fra progettazione ed esecuzione nonché per il tipo di negoziazione che avviene fra gli artisti. Quando ci si accinge a realizzare un processo in una fase preliminare sono stabiliti concordemente i criteri che condizionano e limitano la natura del processo stesso. Essi sono oggetto di negoziazione, è nei criteri che si realizzano gli intenti dei singoli e si compongono le loro sfere emozionali e razionali. Ogni influsso storico o contestuale (Zeitgeist) agisce sui criteri tramite gli artisti. I criteri sono un patto prima di cominciare, ma gli accordi devono esser trovati lungo tutto il percorso.

Quindi negoziazione (negotiation) che attraversi l'intero processo, una cooperazione senza perdite di identità proiettata verso un ignoto che sia più della somma dei singoli intenti. Questo è un modus operandi che ci proietta dritti nel cuore dei problemi di leadership e gerarchia. Da questo progetto sono estromessi il protagonismo, la rigidità e la prevaricazione così come sono banditi il caos improduttivo, l'indecisione e la pigrizia.

Su ogni opera intervengono tutti gli artisti in tutte le sequenze di lavorazione creando in tal modo un concatenarsi di stimoli e sfide che devono essere accettate mettendo i singoli in relazione fra loro per mezzo del fare.

Quindi una catena emozionale (emotions) che alterna irruenza creativa a capacità di ascolto, umiltà a sicurezza di sé, estroversione a introspezione senza mai incappare in empasse egoiche e nevrotiche perturbanti e insuperabili.